Riconoscere le tracce e gli indizi degli animali nel bosco e in campagna

AnimalDex · 8 ottobre 2026

Impronte, escrementi, nocciole rosicchiate, borre, terra smossa: imparare a leggere le tracce e gli indizi degli animali nel bosco, nel parco e in campagna.

Vedere l’animale… o vedere che è passato

Molti mammiferi selvatici sono discreti, attivi di notte o al crepuscolo, e diffidenti verso le persone. Puoi camminare per anni nel bosco senza incontrare un tasso. Eppure spesso è passato proprio lì, la notte prima. Le sue impronte sono sul sentiero fangoso, i suoi escrementi in una piccola buca, la sua tana sotto il ceppo.

Imparare a leggere questi indizi cambia del tutto il modo di guardare una passeggiata. Una semplice camminata diventa un’indagine, e questo piace moltissimo ai bambini. Ed è la preparazione migliore all’osservazione: sapere che un capriolo frequenta un margine del bosco significa sapere dove tornare all’alba, con pazienza, per forse vederlo.

Dove e quando cercare

I supporti migliori per le impronte sono il fango fine, la sabbia umida e la neve fresca. I bordi delle pozzanghere, i sentieri del bosco dopo la pioggia, le rive dei ruscelli e i bordi dei campi arati sono veri libri aperti. Al mattino le tracce della notte sono ancora nitide. La luce radente, presto o tardi nella giornata, crea ombre che rivelano il rilievo delle impronte, molto meglio del sole di mezzogiorno.

D’inverno, dopo una nevicata, la campagna si copre di piste. È il momento ideale per cominciare: vedi non solo le impronte, ma anche il percorso dell’animale, le sue soste, i suoi dietrofront.

Per conservare una traccia utile, fotografa l’impronta bene in verticale, con un oggetto accanto per la scala: una chiave, una moneta, una matita. Annota il luogo in termini generali e il tipo di ambiente.

Le impronte dei mammiferi comuni

La volpe rossa lascia un’impronta ovale, più lunga che larga, con quattro dita e artigli spesso visibili. Le due dita centrali stanno ben avanti rispetto a quelle laterali, e così resta uno spazio libero tra i cuscinetti. La sua pista è spesso molto rettilinea: le zampe posteriori si posano nelle orme di quelle anteriori, come se camminasse su un filo. Un’impronta di cane della stessa taglia è in genere più rotonda, con le dita più aperte, e la pista di un cane a passeggio zigzagga molto di più.

Il gatto domestico lascia un’impronta rotonda, a quattro dita, senza segno di artigli, perché li ritrae mentre cammina. È il criterio migliore per distinguerlo da una volpe piccola.

Il tasso ha un’impronta molto riconoscibile: cinque dita allineate davanti a un cuscinetto largo, e lunghi artigli ben marcati sul davanti. Sembra una piccola mano d’orso.

Il capriolo lascia due zoccoli appuntiti e stretti, a forma di cuore allungato. Il cinghiale segna anch’esso due zoccoli, più larghi e più arrotondati, e spesso, dietro, due piccoli segni in più lasciati dagli speroni, soprattutto su un terreno morbido. Quei due punti arretrati sono un buon indizio di cinghiale.

Il coniglio selvatico e la lepre europea si spostano a balzi. La loro pista forma un motivo che si ripete: le due grandi zampe posteriori si posano davanti alle due piccole zampe anteriori. Le tracce della lepre sono più grandi e i suoi balzi molto più lunghi.

Anche lo scoiattolo rosso avanza a balzi, con un motivo simile a quello del coniglio in miniatura, ma la sua pista porta quasi sempre da un albero all’altro.

Volpe rossa
Volpe rossa

I resti del pasto: nocciole, pigne e piume

Nocciole e pigne rosicchiate tradiscono chi le ha mangiate. Lo scoiattolo rosso, da adulto, spesso spacca le nocciole in due metà nette. I piccoli roditori, come il topo selvatico, praticano piuttosto un buco rotondo nel guscio, con fini segni di denti sul bordo. Su una pigna di abete rosso o di pino, lo scoiattolo strappa le squame e lascia un torsolo sfilacciato, con le squame sparse ai piedi dell’albero. Il picchio rosso maggiore, dal canto suo, incastra le pigne in una fessura della corteccia per martellarle: a volte trovi decine di pigne rovinate ai piedi del suo «laboratorio».

Anche un mucchio di piume a terra racconta una storia. Quando un rapace spiuma la preda, le piume vengono strappate intere e il calamo è intatto. Quando un mammifero come la volpe o la faina attacca un uccello, spesso taglia le piume con i denti: i calami sono recisi o masticati.

Scoiattolo rosso
Scoiattolo rosso

Escrementi, borre e latrine

Gli escrementi sono indizi preziosi, da osservare con gli occhi e un bastone, mai con le mani. Quelli della volpe sono allungati, ritorti, terminati a punta, e spesso contengono peli, ossa o semi di frutta. La volpe li deposita volentieri bene in vista, su una pietra, un ciuffo d’erba o in mezzo a un sentiero: è un modo di marcare il territorio.

Il tasso scava piccole buche poco profonde in cui deposita gli escrementi, vicino alla tana o al margine del territorio: sono le sue latrine. Trovarne una indica che una tana probabilmente non è lontana.

Il capriolo lascia piccoli mucchi di escrementi rotondi o ovali, scuri e lucidi quando sono freschi. Il coniglio deposita palline secche e rotonde, spesso in gruppo su un piccolo rialzo.

Le borre non sono escrementi. I rapaci notturni, come l’allocco, inghiottono le prede quasi intere e poi rigettano, sotto forma di borra, i peli e le ossa che non digeriscono. Se ne trovano ai piedi degli alberi dove riposano. Una volta secche, si possono smontare con una pinzetta, idealmente con i guanti, per ritrovare i piccoli crani dei roditori: un’attività affascinante da fare in famiglia o in classe.

Tane, passaggi e segni sugli alberi

Una tana di tasso si compone spesso di più ingressi grandi, con importanti cumuli di terra scavata davanti, a volte mescolati a vecchia lettiera di erbe secche che il tasso rinnova. Un ingresso di tana di volpe è spesso meno curato e può essere circondato da resti di pasti. In entrambi i casi osserva da lontano e non sistemarti mai davanti all’ingresso.

I passaggi sono piccoli sentieri tracciati dal passaggio ripetuto degli animali nell’erba alta o sotto una siepe. Un passaggio basso sotto una recinzione, con alcuni peli impigliati nel filo spinato, segnala un passaggio regolare.

Sugli alberi, diversi segni sono facili da riconoscere. Il maschio di capriolo strofina i palchi contro i giovani fusti, e così strappa la corteccia a un’altezza piuttosto bassa: sono i fregoni. Il cinghiale si strofina contro i tronchi dopo il bagno di fango, lasciando terra secca e peli sulla corteccia. In riva all’acqua, un tronco tagliato a forma di matita, con grosse schegge ai piedi, segna la presenza del castoro europeo là dove si è insediato.

A terra, le talpaie allineate in un prato indicano le gallerie della talpa europea, mentre le zone di terra rivoltata in profondità, come arate, sono il segno dei cinghiali in cerca di cibo.

Tasso
Tasso

Le buone abitudini di chi segue le tracce

Leggere le tracce non chiede di disturbare gli animali. Resta sui sentieri il più possibile: un passaggio si legge benissimo dal sentiero. Non sistemarti accanto a una tana, non spostare i rami, non scavare. Non raccogliere gli escrementi a mani nude: alcuni possono trasmettere parassiti. Le borre si maneggiano con guanti o pinzette, e poi ti lavi le mani.

Non pubblicare la posizione precisa di una tana o di un nido. Una tana di tasso nota a tutti rischia di essere disturbata.

Infine, accetta di non identificare tutto. Un’impronta mezzo cancellata può appartenere a più animali. Annotala come «probabile», torna un altro giorno, cerca altri indizi intorno. È l’accumulo degli indizi, più che una sola traccia, a permettere di concludere.

In AnimalDex

Le tracce non sostituiscono la foto di un animale reale, ma ti dicono dove cercare. Individuare gli indizi di una volpe, di un tasso o di un capriolo, poi tornare all’alba nello stesso posto, a buona distanza, è spesso il modo migliore per aggiungere una specie rara alla tua collezione.

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